Scusate il ritardo, ero dal parrucchiere

Avrei dovuto scrivere questo post circa una settimana fa, appena terminate le sfilate parigine, purtroppo però ero dal parrucchiere a farmi tosare indesideratamente come un cocker, quindi tra un pianto e un singhiozzo davanti a uno specchio che rifletteva un’immagine che non avrei voluto, ho tardato a mettere nero su bianco la mia sadoironia post parigina.

Sono pronta a rimediare di seguito con qualche osservazione su quanto ha sfilato in passerella a Parigi.

  • Saint Laurent, Balmain e le tette al vento

Se nelle mie uscite mondane con il maglioncino da nonna mi ero resa conto di essere fuori luogo e che mi necessitassero degli abiti con mezze tette fuori, che ho provveduto a comprare; Vaccarello per Saint Laurent e Rousteing per Balmain hanno fatto molto di più, sono passati direttamente alle tette al vento.

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  • I geni di Cindy

Kaia Gerber, sedici anni, è stata la star di queste passerelle, ha sfilato per quasi tutti i nomi più importanti, ha aperto la sfilata di Chanel, del resto la ragazzina è degna figlia di top madre Cindy Crawford.

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  • Vaccarello e Rousteing

Se per Vaccarello ho un debole da sempre, ben prima che sbarcasse da Saint Laurent, di Rousteing ho sempre pensato che avesse affossato Balmain e invece stavolta mi ha stupito, conquistato.

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  • Dior va all’Oviesse

Se Maria Grazia Chiuri, anziché per Dior, disegnasse per Oviesse, il risultato sarebbe ugualmente molto discutibile.

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  • I cuissardes, i muschi e i licheni

I cuissardes preservativo in pvc di Chanel, per giunta proposti per l’estate, li aspetto al varco quando ci saranno quaranta gradi, e i muschi e i licheni sui piedi delle coraggiose che li indosseranno.

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(Immagini da vogue.it)

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