Parlano male di loro ma vorrebbero quello che hanno loro

Per capire quanto un argomento sia it, basta guardare i social, Facebook in primis, con il relativo numero di post, di condivisioni, di commenti e di interesse che questo genera. E così, qualche giorno fa, mi accorgo che molti stavano condividendo un video di cui era protagonista una ragazza, Carlotta Scarlini, che durante un’intervista televisiva aveva parlato del suo duro lavoro di influencer. Ovviamente tutti si sono sentiti in diritto di ricordarle che non si alza alle 5 di mattina per andare a lavorare in miniera, anche se pure loro si alzano alle 5 solo per andare in vacanza, ma fa nulla, lei si mostra sul web e in tv, per altro dicendo cose poco intelligenti, quindi merita prese per il culo, insulti e risatine vari. Al di là del fatto che ho trovato molto divertenti le parti in cui la fanciulla raccontava quanto fosse difficile farsi il selfie giusto, tra luci, calorifero e fotoritocco, che si fa ma non si dice, e quanto fosse duro il fine settimana passato a cambiarsi sette outfit da postare poi nei sette giorni seguenti; mi ha ricordato che il mondo fashion non è poi così differente tra web, social e carta stampata. Tutti hanno l’ansia da prestazione di dimostrare che lavorano, che è una vita stressante e logorante, non come gli altri credono, un grande gioco glamour tra bei vestiti e bella vita.

Altro capitolo caldo della settimana è stato quello dedicato alla neo coppia Fedez – Ferragni. I due sono stati sorpresi nella notte a limonare in macchina ed ora sarebbero usciti allo scoperto e vivrebbero il loro amore alla luce del flash dei selfie. E qui, le zitelle acidelle dei social network, che già avevano il coltello tra i denti e la bava alla bocca quando sentivano nominare la Ferragni, si sono scatenate nel loro repertorio di carinerie all’indirizzo della “blonde salad”. Quella insulsa, secca e sciapa biondina che frequenta il rapper tamarro solo per reciproca notorietà e reciproci guadagni. Gentaglia insomma. E già. perché loro, donne di solidi principi che si spezzano la schiena alla scrivania ogni giorno, giammai avrebbero voluto il successo planetario della biondina, ottenuto in pochi anni, a colpi di foto e di cambi d’abito, guadagnando milioncini sonanti, loro no, per carità. Mai e poi mai passerebbero le loro serate su una Porsche a limonare un rapper famoso fisicato e tatuato, no, molto meglio stare a casa da sole a fare la calza e a commentare le vite altrui su Facebook.

La verità è che al netto di chi sono e di cosa fanno realmente Carlotta, Chiara, Fedez, le influencer, le blogger e chi più ne ha più ne metta; gli insulti, le offese, le paternali moralistiche, le invocazioni ad andare a lavorare, l’appello all’amoralità assoluta di un mondo che paga non la competenza, ma i follower, vengono da chi vorrebbe quello che hanno loro, da chi li invidia, da chi vorrebbe, almeno in parte, le vite che hanno loro.

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