Memorie milanesi

Quali memorie milanesi resteranno dell’ultima fashion week, primavera-estate 2016, appena terminata??

1) Resterà la prima giornata, con la sfilata di Gucci, riassumibile in una frase che avrebbe detto la Miranda de “Il diavolo veste Prada”, se l’avesse vista: “Floreale? In primavera? Avanguardia pura”. Passi solo che il floreale è una delle cifre stilistiche della maison fiorentina.

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carolina

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2) Resterà Moschino e il suo designer Jeremy Scott, da sempre osannato come genio dalle platee in tacco 12. Lui non ama passare inosservato e se non volete passare inosservate neppure voi, la prossima stagione, armatevi di giubbino simil catarifrangente. E se non aveste l’auto in panne?? E se vi guardassero straniti?? Dite che Jeremy ve l’ha griffato Moschino.

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3) Resterà Gigi Hadid sulla passerella di Versace, bellissima e troppo “grassa” per sfilare, tanto da doversi difendere su Instagram, da chi la giudicava inadatta. Ci siamo abituati un po’ tutti, me compresa, ad ammirare ed a desiderare corpi atletici, magri e tonici, come quelli degli angeli di Victoria’s Secret, dimenticando che la bellezza sta anche altrove, in altri corpi. E lei, in tutto il suo splendore e senza il girocoscia di Kate Moss, ce lo ha ricordato.

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4) Resterà l’esordio di Peter Dundas come designer di Roberto Cavalli e di questo debutto resterà il ciuffo laccato e leccato delle modelle in passerella, come non lo si vedeva fortunatamente dagli anni ’90 e poco, troppo poco altro.

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(Immagini di sfilata da www.style.com)

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