Il lusso di Versace e i poveri di contorno

Se non si fosse parlato della sfilata di Versace, ci sarebbe stato poco da dire su questa settimana di sfilate milanesi appena conclusa. E se si sono versati fiumi di elogi, di retorica e d’inchiostro sulla sfilata Versace non è stato per gli abiti in passerella, ma per la celebrazione del ventennale della morte di Gianni, con tanto di revival anni ’80-’90, di cui sono state protagoniste Cindy, Naomi, Claudia, Carla ed Helena. Donatella ha voluto vincere facile, ha aperto gli archivi e ha fatto sfilare i pezzi che hanno fatto grande Gianni e fatto la storia della maison: dalle sete stampate alla pelle nera, dai colori pastello ai colori accesi, fino agli abiti da sera in maglia dorata. La chiusura con le top di quegli anni, quelle che erano diventate tali grazie a Gianni, è stata la ciliegina sulla torta di un evento che voleva ricordare e celebrare uno dei geni della moda italiana. La commozione poteva solo accompagnare ed ha accompagnato. Le ragazze erano fighe ieri e lo sono oggi, anzi oggi lo sono più di ieri, perché essere fighe a cinquant’anni è la sfida vera e loro l’hanno vinta. Dio le benedica e ne benedica i chirurghi, i personal trainer, i dietologi e le celle frigorifere. Finita la festa e asciugate le lacrime, non resta nulla di questi ultimi vent’anni. Versace è sempre stato Gianni e senza Gianni non esiste più da tempo. La prossima stagione tornerà a propinarci la solita minestra insapore. La verità nuda e cruda è che quando hai finito le idee da vent’anni, puoi solo tentare di riportare le lancette indietro di venticinque.

Oltre alle sfilate ci sono stati eventi, presentazioni e feste che da contorno stanno diventando sempre più la portata principale, le occasioni che più catturano i riflettori  e la voglia imperante di condividere e di mostrarsi, con personaggi vari ed avariati a condire il piatto. Presenzialisti, esibizionisti, vestiti al buio, che nella maggior parte dei casi non potrebbero permettersi nemmeno la carta igienica dei cessi delle boutique, ma che non si sa come, hanno gli inviti a tutti i party che contano. Sarà che la democratizzazione del lusso passi dal riempire gli eventi di poveri e scrocconi?

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