Influencer o infuffencer??

Influencer o infuffencer?? Questo è il dilemma odierno che tormenta chiunque sia a contatto con il mondo digitale. Io che sono una delle più vecchie del mestiere e non solo, e vengo dal mestiere delle redazioni e della carta patinata, avevo creduto veramente che il lavoro dell’influencer e del blogger potessero rivoluzionare un sistema dominato dalla pubblicità e dai suoi relativi prezzi, e avevo creduto di poter fare un prodotto editoriale “politically incorrect” differente e con un’opinione libera, leale, sincera, seppur personale. Illusa e idealista. Questo invece è diventato il sistema delle “wanna be” Chiara, Ferragni, non certo Brusadelli. Della marchetta sempre e comunque, fanculo al gusto e all’onestà intellettuale. Delle bambole vestite a comando e pagate a post, a collaborazione. Nessuna esprime un suo giudizio sui prodotti che pubblicizza, sono tutti “wow”, “top”, “cool”, perché ti pagano per farlo e chi ti paga vuole questo, che tu provi a convincere, illuminata da un fascio di luce da far invidia alla cometa sulla via di Betlemme, che la maschera illuminante funzioni davvero. Forse perché, se devi mettere in luce un fattore di criticità riscontrato in un prodotto, ed esporlo in maniera velata, smart e diplomatica, dovresti essere un essere libero e pensante e non un burattino i cui fili sono mossi dal sistema.

E se in molti si preoccupano di sottolineare che molti influencer siano “fake” e che non influenzino davvero, nessuno si preoccupa di appurare quanto influenzino davvero i veri influencer, quelli più accreditati e più bramati, e quanto invece quello che pubblicizzino non risulti fuffa agli occhi di un pubblico intelligente. E gli influencer hanno generato tanta, tantissima fuffa, che spesso riesce a vendersi come oro colato e a trarne grandi profitti, ma che sempre fuffa rimane.

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