Grazie Parigi

Pratico yoga quasi tutti i giorni e dallo yoga ho imparato a dare senso alla parola gratitudine, a considerare “grazie” non solo come un termine di circostanza, ma come un termine che denoti riconoscenza e quando impari ad essere grata per le cose che hai e che vedi, la tua vita e il tuo sguardo su di essa cambiano, nettamente.
Ed è così che è mutato il mio sguardo anche sulle sfilate; intendiamoci, sono sempre io, ironica, sarcastica, leggera e pungente, solo che a tutti questi aspetti guardo con un occhio nuovo.

E’ con questo stesso occhio che ho provato a guardare le sfilate parigine appena terminate, che mi hanno offerto modi e spunti per ringraziare.

Grazie a Balmain ed al suo designer Oliver Rousteing, perché anche se ha mandato in passerella una delle collezioni più brutte mai viste ed è riuscito nell’arduo compito d’imbruttire due bellezze da capogiro come Alessandra Ambrosio e Rosie Huntington-Whiteley con dei colori di capelli improbabili, ha nel contempo innalzato l’autostima del genere femminile. Ora sappiamo che anche a loro non tutto dona alla perfezione.parigi1

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Grazie a Hedi Slimane che stavolta ha saputo disegnare una collezione che fosse un po’ Saint Laurent e un po’ Slimane, finalmente ha trovato il giusto compromesso. E se questa davvero fosse stata la sua ultima sfilata per il marchio francese, grazie perché le sue collezioni ci hanno diviso, ci hanno fatto discutere, se niente è peggio della noia, ci ha ridestato.

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Grazie a Miuccia che nella sua sfilata per Miu Miu ha riproposto il total jeans, cosa che avevo sepolto nei miei ricordi di fine anni ’90, quando andavo alle medie, e se anche non lo indosserò più nemmeno nella mia prossima vita, è stato bello rivederlo in pieni anni duemila.

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Grazie a Raf Simons, perché l’abito più bello di queste sfilate era suo, per Dior. Grazie a Riccardo Tisci, perché per Givenchy ha realizzato l’abito nero per cui sono pronta a fare follie il prossimo inverno. Grazie a Demna Gvasalia che per Balenciaga ha creato quelle proporzioni per cui io vado in visibilio: le spalle scoperte e la vita stretta e segnata.

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(Immagini da style.com)

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