Il giorno di Victoria’s Secret

Ieri sera a Parigi sono tornati gli angeli di Victoria’s Secret nella consueta sfilata/evento/show, in cui un manipolo di strafighe indossa improbabile biancheria intima da bordello cinese e tutto il mondo, dai social, ai siti, alle riviste, ai morti di figa, ha gli occhi puntati e la bava alla bocca. Su Instagram è da un po’ che Adriana Lima, Sara Sampaio, Gigi Hadid e Izabel Goulart ci bombardavano con i video dei loro allenamenti, con l’ormai noto motto “train like an angel”, che vorrebbe motivare le donne normali ad allenarsi come loro, con l’illusione di poter ottenere gli stessi corpi. Ok che si può sempre migliorare e che quei corpi sono anche frutto di disciplina, sudore e sacrificio, ma se non siete uscite dalla fabbrica con quella carrozzeria, inutile incaponirsi, meglio pensare al fitness come ad un modo per stare meglio e per avere un corpo più in forma. Lasciate perdere il culo di Adriana se non ne siete già naturalmente dotate, che quello era già bello prima della boxe e dello yoga e del pilates e dei 10km di corsa e di tutto il cardio possibile e immaginabile.

Tornando alla sfilata, l’unico interesse ormai che ruota attorno a questa trash-carnevalata è vedere le donne più belle del pianeta giocare divertite con i loro corpi perfetti su una pedana, e questo è anche l’aspetto più rivoluzionario, perché queste donne sono belle di una bellezza sana, con muscoli e curve e culi e tette e danno l’idea di essere allegre e felici. Non sono delle quattordicenni alte un metro e ottanta per quaranta chili bagnate, provenienti dalla steppa russa, con visi scavati e occhi infossati e l’espressione triste di un cane che non mangia da una settimana. Queste sono belle, non nel senso misogino di bellezza che qualcuno vorrebbe veicolarci. E così ci sta pure il gossip stavolta, perché Irina Shayk, che ha sfilato più coperta delle colleghe, con una mise che in verità pareva quella di una maîtresse di un bordello neanche tanto di lusso, sarebbe incinta di Bradley Cooper. Quella gran culo di Irina.

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