I geni della lampada

Oggi va così: se fatturi, anzi, se guadagni o se esibisci guadagni, che qui non siamo della Guardia di Finanza, sei un genio; diversamente sei un pirla. E invece non è proprio così. La riflessione me l’ha suggerita una chiacchierata con una persona che reputava Francesco Facchinetti, il capitan Uncino che cantava come una cornacchia sgozzata, il figlio del cantante dei Pooh, un genio. Non certo per le sue qualità canore, ma per aver fondato un’agenzia che rappresenta e lancia talenti del web, e che fatturerebbe milioni. La mia prima osservazione è stata: “Grazie al cazzo, così è facile, così sì che sei pirla se non ce la fai”. Se hai un cognome noto, hai fama, soldi, buone pr, basta trovare qualcuno che abbia cervello e fiuto per gli affari e il biz è fatto. Prova a partire da zero e a farcela, in quel caso forse non sarai un genio, ma avrai sicuramente il mio rispetto. E in un attimo di appannamento, ho detto una minchiata tipo: “Piuttosto, Fedez è un genio” e a mia parziale discolpa, devo dire che il metro di paragone fosse Facchinetti, quindi è meno grave di quanto sembrerebbe.

Nel momento in cui stavo per dare il Nobel alla Ferragni, sempre paragonata a Facchinetti, sono tornata in me, anche perché il Nobel semmai andrebbe dato a chi ne ha costruito il successo, non certo alla neomamma.

Poi però l’interlocutore mi ha ricordato che Facchinetti sia l’agente di Chiara Biasi, Mariano Di Vaio, Frank Matano e Francesco Sole e bè, allora, al cospetto di simili personalità, cambia tutto.

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