Conversazioni di moda

Sui social, su Facebook nello specifico, e nella posta di Facebook ancora più nello specifico, la specie di maschio dominante è il “morto di figa”, quello alla disperata ricerca di una cavità in cui infilarsi, basta che respiri. Esiste però anche una minoranza che tenta di sorprendere la donna, soprattutto se appassionata di moda, imbastendo conversazioni sul tema e tentando di mostrare una competenza che non possiede in materia. Il maschio modaiolo si divide in diverse sottospecie.

C’è quello più Louboutin addicted di me, che però non ama i modelli it di stagione, ma quelli più hot, quelli che trovi anche in versione cheap sulle bancarelle dei cinesi e che vedi sulle “signorine” brasiliane con la parrucca bionda che battono i peggiori marciapiedi. C’è il feticista delle calze a rete o di pizzo, quello che una donna non è tale se non ne indossa un paio, senza considerare che su certe cosce quel tipo di calza fa il sensualissimo effetto della coscia di suino in fase di stagionatura, e senza pensare che sta parlando con una che magari odia talmente tanto le calze, di qualsiasi genere e materiale, che girerebbe a gamba nuda anche in Siberia. C’è poi quello che tenta di dimostrare la sua padronanza dell’argomento, buttando lì a caso nomi di stilisti di nicchia, non certo Armani o Dolce & Gabbana per capirci, ma gente conosciuta solo dagli intenditori, peccato che poi non abbia nemmeno idea se questi disegnino tubini neri, pellicce, costumi da bagno o tubi d’acciaio. C’è l’amante del tailleur nero e della camicia bianca di seta, all’insegna della classe e dell’eleganza come tiene a specificare, peccato che poi si scopra che sotto il tailleur ci debbano essere le autoreggenti, accompagnate a biancheria intima perfetta per i bordelli di Bangkok. C’è chi vorrebbe la maglietta fina come Baglioni e chi la pelle nera, c’è chi vorrebbe una donna con la gonna e chi con i jeans.

In definitiva però, la mia sensazione è sempre che la moda, soprattutto se femminile, non sia roba da uomini. E quando leggo talune di queste discettazioni, mi viene quasi un senso di nostalgia per i “Ciao, come stai? Potremmo vederci per un drink, che ne dici?”. Che il drink manco morta, ma almeno non devo perder tempo in risposte improbabili.

(Nell’immagine Sophia Loren e Marcello Mastroianni in “Ieri, oggi, domani”)

Leave a Reply

Your email address will not be published.